Il Bagolaro

By Angela Buzzi • Edizione 2016, Edizione 2017, Le Immagini, Senza categoria, VERDI RACCONTI • 17 giu 2016

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Il Bagolaro

Il Bagolaro si trova in tutti i territori del mediterraneo. In Sicilia sono presenti numerosi varieta’ fra cui una classificata come tipica dell’Etna che è protetta. In Liguria si trova la Celtis Australis, E’ un
grande albero spontaneo in Italia.

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Vive a lungo, diventa anzi secolare.
Sembra che il suo nome derivi dalla parola bagola, termine dialettale
del nord Italia che significa “manico”, per la sua conosciuta bontà
nell’utilizzo del suo legno per manici.

Ha legno chiaro durissimo,flessibile, forte, di grande durata, si adatta a costruzioni speciali come mobili manici bastoni da passeggio attrezzi agricoli.
L’albero diventa molto grande e alto, 20-30 metri di altezza, con un forte ed esteso apparato radicale che si insinua nel terreno, chiamato per questo anche spaccasassi, usato come pianta ornamentale, e molto rustico e resistente, il tronco e massiccio, i rami secondari possono avere un andamento pendulo interessante, vive in pieno sole, anche su terreni sassosi, sopravvive anche con poco nutrimento.

Fotografia di Stefano GiorginiLa chioma è piuttosto folta, allargata,le foglie sono più piccole e più chiare de molto esposte al sole, cadono d’inverno, la parte superiore e più scura e ruvida, i fiori nascono in primavera insieme alle foglie e sono piccolissimi, in piccoli grappoli, i frutti sono drupe anche queste piccole 8 mm circa, prima verdi e poi scure, ne vanno ghiotti gli uccellini e i topini, anche l’uomo le ha assaggiate in altri tempi, sono infatti profumate e buone, ma scarse di polpa.

Del bagolaro si usano le foglie che vengono raccolte in maggio e giugno, per il loro potere astringente, rinfrescante e lenitivo, adatte con decotti a contenere le diarree e le infiammazioni in generale. I frutti si raccolgono a settembre ottobre quando sono maturi e scuri.

È una pianta apprezzata fin dall’antichità per il suo legno, di colore grigio, biancastro e duro ed elastico quindi adatto a costruire per esempio remi, parti portanti dei carri, dava ottimo combustibile e carbone di qualità, si costruivano i manici delle fruste, dalla corteccia si traeva un giallo tintorio e con le bacche si facevano i rosari, per questo venne chiamato anche albero dei rosari, gli uccellini amano molto le bacche.

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